Bonus psicologo 2024: una mano per stare meglio

Bonus psicologo 2024: una mano per stare meglio

Immagina di aver bisogno di una mano per affrontare un momento difficile, un po' come quando ti serve una stampella per camminare se la gamba ti fa male. Ecco, il bonus psicologo è proprio questo: un aiuto per prenderti cura della tua mente, proprio come ti prendi cura del tuo corpo.

A chi serve?

06/03/24

Assegno Unico Figli 2024 Novità

novità assegni familiari 2024

Assegno Unico Figli 2024: come non perdere l’importo corretto

L’Assegno Unico Figli è un sostegno economico introdotto dal Governo italiano per aiutare le famiglie con figli a far fronte alle spese di mantenimento e di cura. Il contributo è erogato dall’INPS e viene calcolato in base alla situazione economica del nucleo familiare, come indicato dall’ISEE.

Per non perdere l’importo corretto dell’Assegno Unico per il 2024, è importante ricordare alcune scadenze e regole.

Scadenze per il rinnovo ISEE

27/12/23

DECRETO RILANCIO

Dopo il decreto Cura Italia, il Governo Italiano ha deciso incrementare gli aiuti per le imprese e per le famiglie al fine di superare il periodo di crisi derivante dal Covid-19 attraverso il nuovo DECRETO RILANCIO del 16 maggio 2020.

Un Provvedimento straordinario dove si interviene per rinforzare vari ambiti come:

25/05/20

isee

L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente ( ISEE) è un indicatore che serve a valutare e confrontare la situazione economica delle famiglie è necessario presentarlo se si vogliono richiedere prestazioni o servizi sociali agevolati o assistenziali  che vengono erogati in base al reddito.

L’INPS mette a disposizione degli utenti delle istruzioni su come compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica ( DSU) per la richiesta dell’ ISEE

02/02/20

Assegno Sociale

l'assegno sociale è una somma erogata dall'INPS, presso domanda specifica, per i cittadini Italiani e/o Stranieri che hanno un reddito annuo al di sotto della soglia di povertà, come previsto dalla legge.

Questo contributo al reddito dal 1 Gennaio 1996 ha sostituito la pensione sociale.

13/07/19

Reddito di Cittadinanza

Dall' Aprile 2019 è entrato in Vigore il REDDITO DI CITTADINANZA, stabilto nella Manovra 2019 dove tramite il Decreto si descrivono modalità di fruizione, i limiti di reddito di ISEE e come e dove presentare le domande. Cosa è e Come Funziona?Il reddito di cittadinanza è uno strumento di sostegno economico alle famiglie che percepiscono un reddito inferiore alla soglia di povertà, integrando una somma al reddito percepito. Questo strumento può essere percepito anche ai pensionati a cui verrà erogata un’integrazione alla loro pensione minima (attualmente di 513 euro ) e detta PENSIONE DI CITTADINANZA

08/06/19

Assegno per il nucleo Familiare - ANF

L’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) viene erogato dall'INPS ai nuclei Familiari di:

  • alcune categorie di lavoratori;
  • titolari delle Pensioni;
  • titolari di prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente;
  • lavoratori con assicurazione sanitaria contro la tubercolosi.

Per il riconoscimento della prestazione e dell'importo riconosciuto avvengono tenendo dalla composizione e dalla tipologia del nucleo familiare,si tiene conto anche del reddito complessivo dello stesso.

17/05/19

NASpI : Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego

La NASpI, cioè nuova assicurazione sociale per l'impiego, è una indennità mensile di disoccupazione ricosciuta a chi cessa l'attività lavorativa in modo involontario dal 1 maggio 2015, viene erogata solo su richiesta dell'interessato ed è una forma alternativa di indennità alternativa ad altre forme di sostegno al cittadino e sostituisce le precedenti prestazioni di disoccupazione ASpI e MiniASpI.la NASpI è regolata dal decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 articolo 1Chi può accedervi? Possono far richiesta i lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perduto involontariamente l'occupazione,come:

16/03/18

Bonus psicologo 2024: una mano per stare meglio

Immagina di aver bisogno di una mano per affrontare un momento difficile, un po' come quando ti serve una stampella per camminare se la gamba ti fa male. Ecco, il bonus psicologo è proprio questo: un aiuto per prenderti cura della tua mente, proprio come ti prendi cura del tuo corpo.

A chi serve?

Dai bambini agli anziani, italiani o stranieri che vivono in Italia. L'unica cosa importante è avere un valore ISEE non superiore ai 50000 euro, un documento che dice quanto guadagni tu e la tua famiglia. Se hai un ISEE basso, il bonus è più grande.

Quanto vale?

Può arrivare fino a 1.500 euro, dipende sempre dall'ISEE. Con questi soldi puoi pagare le sedute di uno psicologo, proprio come se pagassi una visita dal dottore.

Precisamente gli importi sono :

  • ISEE fino a 15.000 euro: bonus di 1.500 euro;
  • ISEE da 15.001 a 30.000 euro: bonus di 1.000 euro;
  • ISEE da 30.001 a 50.000 euro: bonus di 600 euro

Come si fa a chiedere?

Basta andare sul sito dell'INPS con SPID, CIE o CNS, che sono dei modi sicuri per accedere ai siti web della pubblica amministrazione. Se non li hai, puoi richiederli, oppure puoi andare presso i nostri centri CAF/PATRONATO e C'è tempo fino al 31 maggio 2024 per fare la domanda, quindi non aspettare troppo!

Se la tua domanda viene accettata, l'INPS ti invierà un buono elettronico che potrai usare per pagare le sedute di psicoterapia. Lo psicologo che scegli deve essere iscritto all'Albo e aver aderito all'iniziativa.

Ricorda:

  • Il bonus psicologo non è un regalo, ma un aiuto per chi ha bisogno di sostegno psicologico.
  • Non sostituisce le cure mediche o psicoterapeutiche.
  • Se hai dubbi o domande, puoi contattare il Contact Center INPS o un Patronato.

Perché la salute mentale è importante quanto la salute fisica. Prendersi cura di sé stessi significa anche prendersi cura della propria mente.

06/03/2024
novità assegni familiari 2024

Assegno Unico Figli 2024: come non perdere l’importo corretto

L’Assegno Unico Figli è un sostegno economico introdotto dal Governo italiano per aiutare le famiglie con figli a far fronte alle spese di mantenimento e di cura. Il contributo è erogato dall’INPS e viene calcolato in base alla situazione economica del nucleo familiare, come indicato dall’ISEE.

Per non perdere l’importo corretto dell’Assegno Unico per il 2024, è importante ricordare alcune scadenze e regole.

Scadenze per il rinnovo ISEE

L’ISEE è il documento che certifica la situazione economica del nucleo familiare e viene utilizzato per calcolare l’importo dell’Assegno Unico. Il rinnovo dell’ISEE è necessario per ricevere il contributo con importo adeguato alla situazione economica aggiornata.

La scadenza per il rinnovo dell’ISEE 2024 è fissata al 29 febbraio 2024. Chi non presenta l’ISEE aggiornato entro questa data, ma procede entro il 30 giugno 2024, può ancora ricevere il pagamento dei mesi precedenti in base ad un conguaglio specifico. Se si presenta dal mese di luglio 2024 invece, tale conguaglio non viene effettuato e il ricalcolo ha effetto solamente da luglio.

Importi Assegno Unico 2024

L’importo dell’Assegno Unico 2024 viene calcolato in base alla situazione economica del nucleo familiare, come indicato dall’ISEE.

Gli importi massimi e minimi dell’Assegno Unico 2024 sono i seguenti:

  • Massimo: 189,20 euro al mese per ciascun figlio minorenne, 175,20 euro al mese per ciascun figlio maggiorenne a carico;
  • Minimo: 54,48 euro al mese per ciascun figlio minorenne, 48,02 euro al mese per ciascun figlio maggiorenne a carico.

A questi importi si possono aggiungere delle maggiorazioni, in base a specifiche condizioni, come ad esempio:

  • Nascita di un figlio;
  • Assegno di maternità;
  • Disabilità del figlio;
  • Figli orfani di uno o di entrambi i genitori.

Rinnovo Assegno Unico 2024: bisogna fare domanda?

No, non è necessario presentare una nuova domanda di Assegno Unico per il 2024, se questo è già stato percepito nel 2023.

Rimane consigliato tuttavia presentare la propria DSU, ovvero tutti i dati necessari a ricalcolare l’ISEE corretto per ricevere gli importi nel 2024 correlati alla propria situazione reddituale.

Se invece l’Assegno Unico non è mai stato percepito, ad esempio in caso di nascita di un figlio, è necessario presentare una apposita domanda all’INPS.

Comunicazioni all’INPS

In altre circostanze invece le famiglie sono obbligate a comunicare delle variazioni all’INPS:

  • In caso di nascita di un nuovo figlio: è necessario presentare l’ISEE e comunicare all’INPS la nuova nascita, per ricevere l’importo corrispondente previsto dalla misura;
  • Variazioni di età: nel caso in cui un figlio diventi maggiorenne, l’Assegno Unico può essere percepito solamente se sussistono determinate condizioni, ovvero se è impegnato in un percorso di studi o ha un reddito insufficiente al proprio sostentamento (inferiore a 8.000 euro annui se svolge un tirocinio, oppure se è disoccupato). In questi casi bisogna comunicare all’INPS il rispetto dei requisiti per continuare a ricevere il sostegno;
  • In caso di cambiamenti della composizione del nucleo familiare;
  • Cambiamenti sullo stato di disabilità di un figlio;
  • Separazione o divorzio;
  • Cambiamenti che riguardano le modalità di accredito dell’assegno.

In tutti questi casi bisogna comunicare le variazioni all’INPS, per non rischiare di perdere l’assegno o per non riceverlo indebitamente. Con variazioni considerevoli è quindi necessario presentare una nuova domanda di accesso al sostegno per riceverlo correttamente anche nel 2024.

27/12/2023

Dopo il decreto Cura Italia, il Governo Italiano ha deciso incrementare gli aiuti per le imprese e per le famiglie al fine di superare il periodo di crisi derivante dal Covid-19 attraverso il nuovo DECRETO RILANCIO del 16 maggio 2020.

Un Provvedimento straordinario dove si interviene per rinforzare vari ambiti come:

  • Salute e Sicurezza:

viene previsto un aumento di investimento per potenziare la rete ospedaliera e rafforzare la dotazione di personale e di mezzi sia del sistema sanitario, che della Protezione Civile e delle Forze dell’Ordine, attraverso lo stanziamento di una cifra vicino ai 4,3 miliardi di euro.

Questi fondi sono mirati al riordino della rete ospedaliera incrementando posti letto per terapie intensive e al potenziamento dell’assistenza territoriale. In tale quadro, si prevede una assunzione fino a 8 infermieri ogni 50 mila abitanti, con contratti dal 15 maggio al 31 dicembre 2020.

Viene rifinanziato il Fondo Emergenze Nazionali, e si prevedono 170 assunzioni di medici Militari.

Questo aumento ha permesso di prolungare e incrementare la spesa per le borse di Studio per medici Specializzandi degli anni 2022, 2023 e 2024.

Questo investimento dello stato permetterà di prorogare anche il periodo di validità delle prescrizioni dei medicinali classificati in Fascia A, prorogati vari piani Terapeutici per persone con disabilità.

Non solo la Sanità, ma anche la Sicurezza è stata coinvolta in questo investimento; difatti viene incrementato il Fondo per le Emergenze Nazionali destinati alle funzioni di gestione dell’emergenza del Ministero dell’Interno, delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, al pagamento degli straordinari e alle indennità di ordine pubblico.

Si incrementa di 500 unità il personale dell’operazione “STRADE SICURE”.

 

  • Sostegno alle Imprese:

il DL Rilancio prevede un investimento per creare liquidità e sostegno alle imprese italiane per permettere un rilancio all’economia italiana.

Ci sono vari interventi come il contributo a fondo perduto per trasferimenti a soggetti titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo e ai titolari di partita con ricavi o compensi non superiori ai 5 milioni di euro che abbiano avuto un decremento del 33% ad aprile 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Altre forme di sostegno alle aziende previste variano dal Rafforzamento patrimoniale, alla ricapitalizzazione delle imprese con fatturato oltre i 50 milioni di euro per SpA con Sede in Italia che non operano nel settore bancario, finanziario o assicurativo, alla cancellazione del saldo e acconto dell’Irap riguardante le imprese che hanno un fatturato fino a 250 milioni di euro e che abbiano subito un danno economico dall’emergenza COVID-19.

Sono previste anche la riduzione degli oneri delle bollette per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020 e l’agevolazione per gli affitti alle imprese con ricavi inferiori ai 5 milioni di euro spetta un credito d’imposta pari al 60% dell’ammontare mensile del canone stesso (leasing o concessione di immobili ad uso non abitativo).

I Fondi sono previsti anche per migliorare le aziende per investimenti tecnologici, per le start-up, oltre a garantire un Pagamento dei debiti dei debiti della P.A. e altri.

  • Sostegno al lavoro:

il Decreto Rilancio ha dato delle nuove forme di aiuti, aggiungendo fondi a quelli già precedentemente previsti dal Decreto Cura Italia di marzo, per garantire la tenuta occupazionale e garantire livelli adeguati di reddito per i lavoratori e le famiglie.

Si prorogano le tutele previste nei precedenti interventi del Governo sul lavoro, sull’occupazione e le indennità a sostegno di imprese e famiglie; inoltre è stata prorogata anche la cassa integrazione per tutte le tipologie di impresa.

Nello specifico, altri interventi del D.L. Rilancio hanno riguardato:

- l’introduzione del Reddito di Emergenza per le famiglie che hanno bisogno di un aiuto economico, ma non hanno percepito altri aiuti;

- Cassa Integrazione viene incrementata di ulteriori 4 settimane per i periodi dal primo settembre al 31 ottobre 2020;

- la CIG Straordinaria, estesa a 18 settimane da fruire entro il 31 ottobre 2020;

- le NASPI e le DISCOLL che hanno termine nel periodo compreso tra il Primo marzo e il 30 aprile 2020, vengono prorogate di ulteriori 2 mesi, ma questa proroga decade se il percettore abbia beneficiato di altre indennità. L’importo della mensilità aggiuntiva è pari all’ultima mensilità percepita dalla prestazione;

- Indennità previste per aiutare tutti i lavoratori che hanno avuto una forte riduzione di produttività e non sono cumulabili con pensioni o stipendi e sono da 600 euro per il mese di Aprile per i casi previsti dal decreto, mentre nel mese di Maggio aumenta a 1000 euro per chi ha avuto una contrazione di fatturato di almeno il 33 % per i titolari di Partita Iva e anche per i Co.Co.Co.;

- Sono riconosciuti aiuti anche per le Colf e Badanti con una cifra di 500 Euro al mese per Aprile e Maggio;

- il voucher Baby Sitter, che sale da 600 euro a 1200 euro e può essere utilizzato anche per i centri estivi, mentre per i lavoratori del settore sanitario il bonus passa da 1000 euro a 2000 euro;

- l’incremento i giorni di permesso retribuito coperto da legge 104 e Congedi Parentali:

- prorogare con questo decreto, di ulteriori 5 mesi, la sospensione dei licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e quelli collettivi e sono sospese le procedure in corso;

- sostegno per il pagamento dei salari al fine di evitare licenziamenti ai sensi del nuovo Temporary Framework europeo gli enti territoriali possono adottare misure di aiuto a sostegno dell’economia per contribuire ai costi delle imprese e dei lavoratori autonomi per evitare i licenziamenti durante questo periodo di crisi per la pandemia. È rivolta ai dipendenti a rischio di licenziamento, non può superare l’80 % della retribuzione e ha una durata di 12 mesi;

- la CIG in Deroga, con la previsione per le aziende sotto i 5 dipendenti di fare domanda direttamente all’INPS, dove il datore che si avvale del pagamento diretto, da parte dell’Istituto, effettua una erogazione di anticipazione della prestazione ai lavoratori;

- il Lavoro Agile per i lavoratori dipendenti nel settore privato, con almeno un figlio minore di 14 anni, dove nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di sostegni al reddito o che non vi sia un genitore non lavoratore, hanno diritto a svolgere le prestazioni in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali fino alla fine dello stato di emergenza da COVID-19. Per i lavoratori del settore pubblico la modalità può essere applicata a ogni rapporto di lavoro subordinato per il periodo di emergenza COVID-19 e comunque non oltre il 31 dicembre 2020.

 

  • Sostegno al Fisco :

Con il presente Decreto il Governo ha sospeso e differito una gamma di ritenute e versamenti, nonché ha proceduto alla sospensione dei versamenti fiscali e contributivi. Inoltre:

- vengono soppresse definitivamente, a partire dal 1 gennaio 2021, le “Clausole di salvaguardia” ossia quelle che prevedono aumenti automatici delle aliquote dell’imposta sul valore aggiunto e anche quelle previste in accise per alcuni prodotti carburanti;

  • Viene cancellato il saldo e acconto dell’Irap alle imprese la rata di saldo e di acconto dovuta a Giugno 2020 che hanno un fatturato tra 0 e 250 milioni di euro, ad esclusione di banche e assicurazioni;
  • Viene introdotta l’aliquota di detrazione Ecobonus e Sismabonus al 110%  per i lavori di riqualificazione energetica e/o antisismica;
  • È previsto un credito d’imposta del 60% delle spese sostenute nel 2020 per la riapertura in sicurezza degli esercizi aperti al pubblico, nei limiti di 80 mila euro per beneficiario; stessa percentuale prevista anche lea sanificazione degli ambienti di lavoro nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e per altri dispositivi utili a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti per un massimo di 60 mila euro per beneficiario;
  • Per coloro che hanno ricavi inferiori ai 5 milioni di euro, spetta un credito d’imposta per i fitti commerciali pari al 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione, leasing o concessione di immobili ad uso non abitativo. Questo credito per fitti è parametrato agli importi versati nei mesi di Marzo, aprile e maggio a condizione che i locatari abbiano subito una riduzione del fatturato del 50% nel mese di riferimento 2020 allo stesso mese dell’anno precedente. Per le strutture alberghiere il credito d’imposta spetta a prescindere dal fatturato.
  • Viene innalzato dall’anno 2020 il limite delle compensazioni fiscali da 700 mila a 1 milione di Euro;
  • Per le imprese di pubblico esercizio titolari di concessioni per utilizzo suolo pubblico viene previsto un esonero TOSAP fino al 31 ottobre 2020;
  • Vengono incentivati investimenti per l’economia reale potenziando i PIR.
  • Si incentiva lo sviluppo per il Sud  con una maggiorazione dell’aliquote ordinaria  al 25% per le grandi imprese, 35% per medie imprese e 45% per piccole imprese. Queste nuove aliquote valgono anche per il Credito d’imposta Ricerca;
  • Si ha una riduzione IVA per i beni necessari al contenimento e gestione dell’epidemia dal 22% al 5% su beni e dispositivi medici e di protezione individuale, questa iva viene azzerata fino al 31 dicembre 2020
  • Sono stati sospesi i versamenti di imposte e contributi fino a Settembre. Sono sospesi anche i pignoramenti su stipendi e pensioni Fino al 31 agosto 2020; anche i pagamenti per avvisi bonari e avvisi di accertamento sono stati sospesi, ma fino al 16 settembre.
  • Vengono prorogati i termini al 31 dicembre per notifiche atti e rinviati anche pagamenti delle aliquote d’imposta o rinviata l’entrata della sugar e plastic tax.

 

 

  • Sostegno al Turismo, istruzione e cultura:

con il decreto rilancio si è cercato di sostenere anche il turismo, uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia, quindi per ovviare e migliorare la situazione è stata creata la Tax credit vacanze, cioè un credito alle famiglie con un reddito isee stabilito per il pagamento dei servizi offerte dalle strutture turistico ricettive. Inoltre è stata introdotta l’esenzione IMU per l’anno 2020 per il settore turistico ed è stato creato un fondo Turismo finalizzato alla sottoscrizione di quote o azioni per acquisto, ristrutturazione e valorizzazione di immobili destinati ad attività Turistico-ricettive. Ci sono altre misure come la creazione del “Fondo per la promozione del Turismo in Italia” e ulteriori aiuti sia per le aziende Termali e degli stabilimenti Balneari per adeguare gli ambienti al contenimento della Pandemia.

 

Anche l’istruzione e la Cultura hanno ricevuto fondi e misure per il rilancio.

A esempio la stabilizzazione di 16 mila insegnanti oltre a quelli già previsti, le assunzioni di 4 mila ricercatori in aggiunta ai 1600 già deliberati, oltre alla creazione del “fondo emergenze imprese e istituzioni culturali” per il sostegno a Librerie , all’intera filiera dell’editoria, dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura.

25/05/2020

L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente ( ISEE) è un indicatore che serve a valutare e confrontare la situazione economica delle famiglie è necessario presentarlo se si vogliono richiedere prestazioni o servizi sociali agevolati o assistenziali  che vengono erogati in base al reddito.

L’INPS mette a disposizione degli utenti delle istruzioni su come compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica ( DSU) per la richiesta dell’ ISEE

La Dichiarazione Sostitutiva Unica ( DSU) è un documento che contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali di un nucleo familiare e ha validità dal momento della presentazione e fino al 31 dicembre successivo.

La DSU può essere presentata:

  • all’ente che eroga la prestazione sociale agevolata;
  • al Comune;
  • a un Centro di Assistenza Fiscale;
  • online, tramite PIN, all’INPS.

I dati contenuti nella DSU sono in parte autodichiarati (come i dati anagrafici e i beni patrimoniali posseduti al 31 dicembre del secondo anno precedente a quello di presentazione della dichiarazione) e in parte acquisiti dall’Agenzia delle Entrate (reddito complessivo ai fini IRPEF) e da INPS (trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, erogati dall’INPS per ragioni diverse dalla condizione di disabilità e non rientranti nel reddito complessivo ai fini IRPEF).

Nota bene :per le informazioni autodichiarate il soggetto che compila la DSU se ne assume la responsabilità, anche penale.

.

Come Funziona:

(Fonte INPS)

L' ISEE è calcolato come rapporto tra l’Indicatore della Situazione Economica ( ISE) e il parametro desunto dalla scala di equivalenza di seguito riportata con le maggiorazioni previste.

Numero dei componenti
Parametro

1
1,00

2
1,57

3
2,04

4
2,46

5
2,85

0,35 per ogni ulteriore componente;Sono previste maggiorazioni di:

  • 0,5 per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente;
  • 0,2 in caso di presenza nel nucleo di tre figli, 0,35 in caso di quattro figli, 0,5 in caso di almeno cinque figli;
  • 0,2 per nuclei familiari con figli minori, elevata a 0,3 in presenza di almeno un figlio di età inferiore a tre anni compiuti, in cui entrambi i genitori o l’unico presente abbiano svolto attività di lavoro o di impresa per almeno sei mesi nell’anno di riferimento dei redditi dichiarati. La maggiorazione si applica anche in caso di nuclei familiari composti esclusivamente da un solo genitore non lavoratore e da figli minorenni. Ai soli fini della maggiorazione, fa parte del nucleo familiare anche il genitore non convivente, non coniugato con l'altro genitore che abbia riconosciuto i figli, a meno che non ricorrano casi specifici.

Per la determinazione del parametro della scala di equivalenza, il componente del nucleo che sia beneficiario di prestazioni sociosanitarie residenziali a ciclo continuativo o si trovi in convivenza anagrafica e non sia considerato nucleo familiare a sé stante, incrementa la scala di equivalenza calcolata in sua assenza di un valore pari a 1.

Per l'anno 2020 l'ISEE viene calcolato in base alla giacenza media e alla situazione patrimoniale al 31 dicembre dell'anno 2018, questo comporta un innalzamento dei valori calcolati.

Ulteriori informazioni presso nostre sedi CAF

 

02/02/2020

Cosa è

L’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) viene erogato dall'INPS ai nuclei Familiari di:

  • alcune categorie di lavoratori;
  • titolari delle Pensioni;
  • titolari di prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente;
  • lavoratori con assicurazione sanitaria contro la tubercolosi.

Per il riconoscimento della prestazione e dell'importo riconosciuto avvengono tenendo dalla composizione e dalla tipologia del nucleo familiare,si tiene conto anche del reddito complessivo dello stesso. La prestazione è prevista in importi che diminuiscono con l'aumentare del reddito(suddiviso in scaglioni) e cessa quando si raggiungono soglie di esclusione, anche esse diverse a seconda della tipologia familiare.

Esistono imoprti e fasce reddituali più favorevoli per alcuni nuclei, come per esempio nuclei monoparentali o con familiari inabili.

Gli importi sono pubblicati annualmente dall’INPS in tabelle valide dal 1° luglio di ogni anno, fino al 30 giugno dell’anno seguente (circolare INPS 17 maggio 2019, n. 66).

L’Assegno per il Nucleo Familiare erogato dall’INPS spetta a: (fonte INPS)

  • lavoratori dipendenti del settore privato;
  • lavoratori dipendenti agricoli;
  • lavoratori domestici e somministrati;
  • lavoratori iscritti alla Gestione Separata;
  • lavoratori dipendenti di ditte cessate e fallite;
  • titolari di pensione a carico del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, dei fondi speciali ed ex ENPALS;
  • titolari di prestazioni previdenziali;
  • lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto.

Come Funziona

Il diritto si ha dal primo giorno del periodo di paga o di pagamento della prestazione previdenziale,comunque dal momento in cui sussistono le condizioni prescritte al riconoscimento del ANF (ad esempio, celebrazione del matrimonio, nascita di figli). La cessazione si verifica a fine del periodo richiesto o al cambiamento del nucleo familiare  o della situazione Familiare che determina la fine del diritto delle condizioni al diritto dello stesso (ad esempio separazione legale del coniuge, conseguimento della maggiore età da parte del figlio).

Se spettano assegni giornalieri, il diritto decorre e termina dal giorno in cui si verificano o vengono a mancare le condizioni prescritte.

Non possono essere erogati complessivamente più di sei assegni giornalieri per ciascuna settimana e 26 per ogni mese.

Per i pagamenti subordinati ad autorizzazione da parte dell'INPS, la data iniziale dell'erogazione e quella di scadenza sono indicate nell'autorizzazione.

Se la domanda viene presentata per uno o per più periodi pregressi, gli arretrati spettanti vengono corrisposti entro cinque anni, secondo il termine di prescrizione quinquennale.(Fonte INPS)

Come richiedere

Per le aziende che hanno un accordo con INPS si possono richiedere anche in azienda, oppure si possono chiedere informazioni presso i nostri centri.

Per informazione più approfindite https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=50091

17/05/2019

Cosa è:

l'assegno sociale è una somma erogata dall'INPS, presso domanda specifica, per i cittadini Italiani e/o Stranieri che hanno un reddito annuo al di sotto della soglia di povertà, come previsto dalla legge.

Questo contributo al reddito dal 1 Gennaio 1996 ha sostituito la pensione sociale.

 

Chi ne ha diritto:

L'assegno sociale è rivolto ai cittadini che percepiscono un reddito al di sotto delle soglie stabilite, di anno in anno, dalla legge.

Altri requisiti idonei per poter accedere all'Assegno Sociale sono che devono essere cittadini italiani,o anche stranieri comunitari iscritti all'anagrafe del comune di residenza e ai cittadini extracomunitari/rifugiati/titolari di protezione sussidiaria con permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. 

 

Come funziona:

Il pagamento della prestazione inizia dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.Tale beneficio è provvisorio e la verifica del possesso dei requisiti del reddito minimo previsto e di effettiva residenza nel comune avviene di anno in anno. 

L’importo dell’assegno è pari a 458,00 euro per 13 mensilità. Per il 2019 il limite di reddito è pari a 5.954,00 euro annui e 11.908,00 euro, se il soggetto è coniugato.(Fonte INPS)

Hanno diritto all'assegno: 

- in misura intera i soggetti non coniugati che non possiedono alcun reddito e i soggetti coniugati che hanno un reddito familiare inferiore al totale annuo dell'assegno.

- in misura ridotta i soggetti non coniugati che hanno un reddito inferiore all'importo annuo dell'assegno e i soggetti coniugati che hanno un reddito familiare compreso tra l'ammontare annuo dell'assegno e il doppio dell'importo annuo dell'assegno.

L'assegno non è soggetto alle trattenute IRPEF.

L'assegno viene sospeso se il titolare soggiorna all'estero per più di 30 giorni. Dopo un anno dalla sospensione, la prestazione è revocata. L'assegno sociale è provvisorio e il possesso dei requisiti di reddito e di effettiva residenza sono verificati ogni anno.

Non è reversibile ai familiari superstiti ed è inesportabile, quindi non può essere erogato all'estero. Se il soggiorno all'estero del titolare dura più di 30 giorni, l'assegno verrà sospeso. Dopo un anno dalla sospensione, la prestazione viene revocata.

(Fonte INPS)

 

13/07/2019

La NASpI, cioè nuova assicurazione sociale per l'impiego, è una indennità mensile di disoccupazione ricosciuta a chi cessa l'attività lavorativa in modo involontario dal 1 maggio 2015, viene erogata solo su richiesta dell'interessato ed è una forma alternativa di indennità alternativa ad altre forme di sostegno al cittadino e sostituisce le precedenti prestazioni di disoccupazione ASpI e MiniASpI.la NASpI è regolata dal decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 articolo 1

Chi può accedervi? 

Possono far richiesta i lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perduto involontariamente l'occupazione,come:

  • apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative;
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

Non possono fare richiesta:

  • dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  • lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa;
  • lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la NASpI.
  • chi si dimette o si licenzia da un luogo di lavoro.

Come Funziona?

La NASpI spetta a partire:

  • la domanda viene presentata entro l'ottavo giorno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro,spetta dall'ottavo giorno. mentre se presentata dopo l'ottavo giorno,ma entro i termini di legge, spetta dal giorno successivo;
  • la domanda viene presentata entro l'ottavo giorno del termine del periodo di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o preavviso, spetta dall'ottavo giorno. Altrimenti spetta dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata dopo l'ottavo giorno ma entro i termini di legge;
  • la domanda viene presentata entro il trentottesimo giorno dal licenziamento per giusta causa, spetta dal trentottesimo giorno, mentre se presentata oltre al trentottesimo giorno ,dalla data di licenziamento, ma entro i termini di legge viene riconosciuta dal giorno successivo.

La possibile rioccupazione nel corso degli otto giorni che seguono la cessazione non dà luogo alla sospensione della prestazione e dovrà essere presentata una nuova domanda di NASpI in caso di cessazione involontaria dalla suddetta rioccupazione (circolare INPS 12 maggio 2015, n. 94).La NASpI viene corrisposta mensilmente considerando un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi quattro anni. nel calcolo della durata non vengono conteggiati i periodi di contribuzione dove sono stati già erogati prestazioni di disoccupazione o anche per prestazioni fruite in un unica soluzione in forma anticipata.Non avendo alcuna richiesta alla prestazione, per i periodi successivi all'ultima prestazione di disoccupazione i contributi relativi al rapporto o ai rapporti di lavoro  sono sempre utili per la determinazione della durata di una nuova NASpI.I periodi di fruizione della NASpI sono coperti da contribuzione figurativa (circolare INPS 12 maggio 2015, n. 94).Si può richiedere la liquidazione anticipata e in un'unica soluzione della NASpI per chi ha intenzione di avviare un'attività lavorativa autonoma o d'impresa individuale o vuole sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa, nella quale il rapporto mutualistico ha come oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio.

Quanto e come Spetta?

La prestazione è al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali contanto gli ultimi quattro anni,se la retribuzione è inferiore all'importo stabilito dalla legge, contando anche la rivalutazione sulla base dell'indice ISTAT, e reso noto annualmente dall' INPS con circolare pubblicata sul sito, come:

  • 1195€ per l'anno 2017
  • 1208,15€ per l'anno 2018
  • 1221,44€ per l'anno 2019

se la retribuzione è superiore al minimo stabilito annuo (1221,44€ per il 2019), la prestazione sarà pari al 75% dell'importo di riferimento annuo e aggiungendo al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e il suddetto importo stabilito dalla legge. comunque l'importo della prestazione non può superare un limite massimo, individuato con legge e rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT e reso noto ogni anno dall’INPS con circolare pubblicata sul sito:

  • 1300€ per il 2017
  • 1314,30€ per il 2018 
  • 1328,76€ per il 2019

Ma dal primo giorno del quarto mese in cui si percepisce la prestazione si applica una riduzione del 3% per ciascun mese.L'indennità è paragonata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, conteggiando anche elementi retributivi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive, divisa per il totale delle settimane di contribuzione (indipendentemente dalla verifica del minimale) e moltiplicata per il coefficiente numerico 4,33.L'importo della prestazione si riduce quando:(Fonte INPS)

  • attività svolta in forma autonoma che genera un reddito annuo corrispondente a un'imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell'articolo 13 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) – decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 – e cioè pari a 4.800 euro. L'indennità viene ridotta dell'80% dei redditi previsti, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell'attività e la data di fine dell'indennità o, se antecedente, la fine dell'anno. Il soggetto beneficiario deve informare l'INPS – utilizzando il modulo SR161– entro un mese dall'inizio dell'attività o dall'invio della domanda di NASpI, se l'attività preesisteva, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne. La mancata comunicazione del reddito presunto – anche se pari a zero – entro il predetto termine comporta decadenza dalla NASpI;
  • nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato o parasubordinato che genera un reddito annuo corrispondente a un'imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell'articolo 13 del TUIR e cioè pari a 8.000 euro. L'indennità viene ridotta dell'80% dei redditi previsti, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell'attività e la data di fine dell'indennità o, se antecedente, la fine dell'anno. In questo caso, la prestazione ridotta si mantiene solo ricorrendo le seguenti condizioni:
    • che il soggetto beneficiario comunichi all'INPS entro un mese dall'inizio dell'attività o dall'invio della domanda diNASpI, se antecedente, il reddito annuo presunto;
    • che il datore di lavoro o l'utilizzatore (nel caso di contratto di somministrazione) siano diversi dal datore di lavoro o dall'utilizzatore per i quali il soggetto ha prestato la propria attività lavorativa quando è cessato il rapporto di lavoro che ha determinato il diritto alla NASpI e che non presentino rispetto a essi rapporti di collegamento/controllo ovvero assetti proprietari coincidenti;
  • se il titolare di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale cessa da uno dei rapporti – a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa, o di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7, legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dall’articolo 1, comma 40, legge 28 giugno 2012, n. 92 – ha diritto alla indennità di disoccupazione, ricorrendone tutti gli altri requisiti, sempre che il reddito percepito dal rapporto di lavoro rimasto in essere corrisponda a un'imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell'articolo 13 del TUIR, e cioè pari a 8.000 euro, e che il percettore comunichi all'INPS entro un mese dalla domanda di prestazione il reddito annuo previsto derivante dal o dai rapporti rimasti in essere, anche se pari a zero. In questo caso, la NASpI è ridotta di un importo pari all'80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio del contratto di lavoro subordinato e la data di fine dell'indennità o, se antecedente, la fine dell'anno;
  • rioccupazione con contratto di lavoro intermittente, con o senza obbligo di risposta alla chiamata, alle condizioni indicate dalla circolare INPS 29 luglio 2015, n. 142 e dal messaggio 16 marzo 2018, n. 1162.

Quando si ha un lavoro occasionale l’indennità NASpI è cumulabile con i compensi ricevuti nello svolgere questa tipologia di lavorov fino ad un importo massimo non superiore ai 5000€ per anno civile (articolo 54 bis, comma 4, decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 convertito in legge 21 giugno 2017, n. 96 e circolare INPS 23 novembre 2017, n. 174 ).L'indennità può essere riscossa tramite accredito su conto corrente bancario o postale, su libretto postale o tramite bonifico presso ufficio postale nel CAP di residenza o domicilio del richiedente, le pubbliche amministrazioni non possono erogare pagameti in contanti per prestazioni con importo superiore alla soglia stabilita dalla legge.La prestazione è sospesa in caso di:(fonte INPS)

  • rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi. L'indennità è sospesa d'ufficio per la durata del rapporto di lavoro sulla base delle comunicazioni obbligatorie, salvo che il beneficiario della prestazione non effettui la comunicazione del reddito annuo presunto ai fini del cumulo e sempre che il reddito sia inferiore a 8.000 euro;
  • nuova occupazione in paesi dell'UE o con cui l'Italia ha stipulato convenzioni bilaterali in tema di assicurazione contro la disoccupazione o in paesi extracomunitari (vedi sezione a seguire dedicata al lavoro all’estero).

Il lavoratore decade dal diritto alla prestazione se:(fonte INPS)

  • perde lo stato di disoccupazione;
  • inizia un'attività di lavoro subordinato, di durata superiore a sei mesi o a tempo indeterminato senza comunicare all'INPS il reddito presunto che ne deriva entro il termine di un mese dall’inizio del rapporto di lavoro o dalla data di presentazione della domanda se il rapporto lavorativo era preesistente alla domanda medesima;
  • non comunica, entro un mese dalla domanda della NASpI, il reddito annuo che presume di trarre da uno o più rapporti di lavoro subordinato part-time rimasti in essere all’atto di presentazione della domanda di NASpI conseguente alla cessazione di altro rapporto di lavoro di cui era titolare;
  • inizia un'attività lavorativa autonoma o parasubordinata senza comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro un mese dal suo inizio o dalla data di presentazione della domanda se l’attività lavorativa autonoma era preesistente alla domanda medesima;
  • raggiunge i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • acquisisce il diritto all'assegno ordinario di invalidità e non opta per l'indennità NASpI;
  • nei casi previsti dall'articolo 21, comma 7, decreto legislativo 150 /2015, non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento predisposte dai centri per l'impiego.

In caso di lavoro all'estero:(fonte INPS)

  • recandosi in un paese UE, in Svizzera, Liechtenstein, Norvegia e Islanda alla ricerca di lavoro, il diritto a percepire la prestazione di disoccupazione viene conservato per un massimo di tre mesi nel rispetto dei Regolamenti CE 883/2004 e 987/2009 e il lavoratore non è soggetto alle regole di condizionalità; dal primo giorno del quarto mese si conserva il diritto a percepire la prestazione, ma nel rispetto delle regole di condizionalità di cui agli articoli 20 e 21, decreto legislativo 150/2015, la cui violazione comporta l’applicazione delle conseguenti misure sanzionatorie;
  • recandosi in un paese UE, in Svizzera, Liechtenstein, Norvegia e Islanda o in un paese extracomunitario per motivi diversi dalla ricerca di lavoro, si conserva il diritto a percepire la prestazione, ma nel rispetto delle regole di condizionalità di cui agli articoli 20 e 21, decreto legislativo 150/2015, la cui violazione comporta l’applicazione delle conseguenti misure sanzionatorie;
  • recandosi in un paese extracomunitario alla ricerca di lavoro si conserva il diritto a percepire la prestazione, ma nel rispetto delle regole di condizionalità di cui agli articoli 20 e 21, decreto legislativo 150/2015, la cui violazione comporta l’applicazione delle conseguenti misure sanzionatorie (circolare INPS 28 novembre 2017, n. 177).

Chi ne ha diritto alla Domanda?

Può accedere alla NASpI i lavoratori subordinati che sono Disoccupati per chi ha eseguito:

  • Dimissioni per giusta causa, cioè dimissioni indotte da terze persone e non volute;
  • Dimissioni intervenute durante il periodo di Maternità;
  • Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, basta che ci sia stata una conciliazione presso la DIREZIONE TERRITORIALE DEL LAVORO;
  • Risoluzione consensuale anche ne caso di un rifiuto ad un trasferimento, nella stessa azienda, per più di 50 km o a una distanzza dove ci si impega 80 minuti o più con mezzi pubblici;
  • licenziamento con l'accetazione di una offerta di conciliazione;
  • Licenziamento disciplinare.

si deve avere anche un requisito contributivo minimo di 13 settimane nei 4 anni precedenti prima dell'inizio della disoccupazione, ma la regola dei contributi non si applica ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari,agli operai agricoli e agli apprendisti, dove si applicano le regole precedenti, mentre per Contributi utili si intendono:

  1. contributi previdenzili
  2. contributi figurativi dati per maternità obbligatoria
  3. periodi di lavoro all'estero in Paesi comunitari o convenzionati
  4. periodi di astensione dal lavoro 

Alcuni Casi , purchè si verificano o si sono verificati negli ultimi 10 mesi, determinano l'ampiamento del periodo di 12 mesi dove trovare le 30 giornate utili per accedere alla prestazione: (Fonte INPS)

  • Malattia e infortunio sul lavoro;
  • cassa integrazione a Zero ore sia ordinaria che starordinaria;
  • periodi dove si hanno contratti sdi solidarietà utilizzati nel tempo  e utilizzati a Zero ore;
  • assenze dovute all'assistenza di un parente convivente;
  • periodi di Maternità, ma solo nel caso in cui la contribuzione risulti già versata prima dell'inizio della Prestazione NASpI;
  • periodi di assenza per congedo Parentale, purchè si verifica e regolarmente riconosciuti e versati durante il periodo di lavoro;
  • periodi in cui ha ricevuto versamenti per i periodi in cui è inserito nelle procedure di riqualificazione;
  • periodi di aspettativa non retribuita per motivi Politici o Sindacali;
  • periodo di lavoro all'estero presso Stati ove l'Italia non ha accordi bilaterali in tema di aiuti alla disoccupazione;

La domanda deve essere presentata pentro 68 gg dalla cessazione del rapporto di lavoro o dei periodi di astenzione dal lavoro come per la maternità obbligatoria o alro, ma si può prorogare se insorgono maternità e/o malattia comune o infortuni, intercorsi entro i 60 giorni.

 

Per altre info si prega di recarsi nei nostri centri, 

Grazie

 

 

16/03/2018

Dall' Aprile 2019 è entrato in Vigore il REDDITO DI CITTADINANZA, stabilto nella Manovra 2019 dove tramite il Decreto si descrivono modalità di fruizione, i limiti di reddito di ISEE e come e dove presentare le domande.

 Cosa è e Come Funziona?

Il reddito di cittadinanza è uno strumento di sostegno economico alle famiglie che percepiscono un reddito inferiore alla soglia di povertà, integrando una somma al reddito percepito. Questo strumento può essere percepito anche ai pensionati a cui verrà erogata un’integrazione alla loro pensione minima (attualmente di 513 euro ) e detta PENSIONE DI CITTADINANZA.il reddito si divide in DUE QUOTE:

  • una quota reddituale vera e propria, che integra con quote in base alla composizione del nucleo familiare;
  • una quota di aiuto per il pagamento di affitti e mutui per la casa della Famiglia.

Tutto questo è garantito perchè il beneficiario è obbligato a sottoscrivere un accordo con i centri per l’impiego con il quale si impegna a frequentare corsi di formazione e partecipare a lavori socialmente utili. La persona che partecipa ai corsi dovrà accettare almeno una delle tre offerte di lavoro che gli verranno presentate, in caso di rifiuto delle tre opportunità perderà il diritto al Reddito. 

Quali sono i Requisiti per accedere al Reddito?

Chi ha DIRITTO:

  • chi è in possesso della cittadinanza italiana, oppure cittadini di uno Stato membro Ue, oppure  stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno;
  • chi è residente in Italia da almeno 10 anni continuativamente;
  • chi ha Isee inferiore a 9.360€;
  • chi ha un patrimonio immobiliare ( non è compresa la casa d’abitazione e/o prima casa ) inferiore a 30.000€;
  • chi ha un patrimonio mobiliare inferiore a 6.000€,ma questo limite si innalza per ogni familiare succesivo al primo fino ad un massimo di 10000€. L'incremento è calcolato : 1000€ per ogni figlio successivo al primo; di 5.000€ in caso di presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare;
  • chi ha reddito familiare non superiore a 6.000€ aumentata a 9.360€ se la Famiglia è in affitto.

Chi NON ha DIRITTO:

  • chi ha immatricolato auto o moto nei 6 mesi precedenti alla richiesta dell’Rdc, e chi è in possesso di auto di cilindrata superiore ai 1.600 cc e moto di cilindrata superiore ai 250 cc immatricolati negli ultimi 2 anni;
  • Chi è in possesso di navi e imbarcazioni da diporto;
  • chi si trova in stato detentivo per tutta la durata della pena;
  • chi, nel suo nucleo familiare,si è dimesso dal lavoro nei 12 mesi antecedenti al momento della domanda (ad eccezione delle dimissioni per giusta causa).

 A quanto ammonta l’importo del reddito di cittadinanza:

Il RDC integra il reddito che ha il nucleo Familiare e la quota erogabile varia, a seconda dei casi, in modo significativo:

  •  780 euro, per un adulto che vive in affitto
  •  1.180 euro per una famiglia di quattro persone sempre in locazione.
  •  500 € Per un single, che aumenta a 650€ se ha un mutuo e di altri 130 € se vive in affitto
  • 700€ Per due coniugi, che aumenta a 850 € o 980 € in caso di mutuo o locazione. Se i due hanno un figlio minore il reddito di cittadinanza massimo sarà di 800 euro, ma si alzerà, come spiegato sopra, a 950 o 1.080 euro.

Come si richiede il redditoLa domanda dovrà essere presentata partire dal 1° marzo 2019 all’Inps utilizzando il modello che verrà messo a disposizione dall’Istituto stesso, insiema al modello ISEE. Dovrà essere inviata online o anche rivolgendosi ai Caf.L’Inps ha 5 giorni di tempo per valutare i requisiti richiesti.Il reddito verrà erogato tramite una speciale card “Rdc”, una sorta di carta acquisti con un limite di prelievi in contanti di 100€ al mese.

08/06/2019
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