Esenzione contributiva per madri lavoratrici: una disamina approfondita

Introduzione

La Legge di Bilancio 2024 introduce una significativa novità per le madri lavoratrici: un'esenzione contributiva che mira ad alleviare il carico finanziario e facilitare la conciliazione tra lavoro e famiglia. In questo articolo, analizziamo in dettaglio i requisiti, la natura, le implicazioni e gli aspetti procedurali dell'esenzione, fornendo una panoramica completa per le lavoratrici interessate e i loro datori di lavoro.

Requisiti di accesso

L'esenzione spetta alle madri lavoratrici che, al 1° gennaio 2024, siano in possesso dei seguenti requisiti:

  • Avere tre o più figli di età inferiore ai 18 anni;
  • Avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato, sia nel settore privato che pubblico;
  • I figli possono essere adottivi o affidatari.

L'esenzione si estende, in via sperimentale per il solo anno 2024, anche alle madri lavoratrici con due figli, purché il più piccolo abbia meno di 10 anni. Sono esclusi i contratti di lavoro domestico.

Natura dell'esenzione

L'esenzione consiste in una riduzione del 100% della quota dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice, calcolata sul minimale di retribuzione mensile previsto per il settore industria e commercio. L'ammontare massimo dell'esonero è pari a 3.000 euro annui, da riparametrare su base mensile.

Importanti precisazioni:

  • L'esenzione non comporta alcuna penalizzazione ai fini della maturazione del diritto alla pensione.
  • L'esonero è compatibile con altri incentivi e benefici previsti per le madri lavoratrici, cumulabile con l'assegno di maternità e con il congedo parentale.

Impatto sui datori di lavoro

I datori di lavoro sono tenuti a:

  • Dichiarare le lavoratrici aventi diritto nel sistema Uniemens, utilizzando specifici codici identificativi;
  • Versare la differenza tra l'ammontare dei contributi dovuti e l'importo dell'esenzione all'INPS.

L'esonero si applica a tutti i contratti di lavoro a tempo indeterminato, inclusi quelli part-time e i contratti di apprendistato. Sono previste procedure per il recupero di eventuali arretrati e adeguamenti.

Obblighi delle madri lavoratrici

Le madri lavoratrici che intendono beneficiare dell'esenzione devono comunicare al datore di lavoro la propria volontà, fornendo i codici fiscali dei figli. La mancata comunicazione può comportare la revoca dell'esenzione da parte dell'INPS.

Compatibilità con altri incentivi

L'esenzione è cumulabile con altri incentivi e benefici previsti per le madri lavoratrici, quali:

  • Assegno di maternità;
  • Congedo parentale;
  • Bonus nido;
  • Detrazioni fiscali per figli a carico.

Conclusioni

L'esenzione contributiva per madri lavoratrici rappresenta un passo avanti significativo nel sostegno alla partecipazione femminile al mondo del lavoro. La misura, pur con alcune limitazioni, offre un concreto supporto alle famiglie con figli, favorendo la conciliazione tra lavoro e vita privata.

Per informazioni più specifiche e per rimanere aggiornati su eventuali evoluzioni normative, si consiglia di consultare il sito web dell'INPS e le FAQ dedicate.

 

18/02/2024

La bozza del modello 730/2024 è stata pubblicata dall'Agenzia delle Entrate lo scorso 22 dicembre 2023. Il documento recepisce le novità fiscali relative all'anno d'imposta 2023, tra cui la tassazione agevolata delle mance, la ridefinizione dell'ambito fiscale del lavoro sportivo, la riduzione del limite di spesa per il bonus mobili ed elettrodomestici, le modifiche al regime forfettario e all'introduzione della flat tax incrementale.

La scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi resta fissata al 30 settembre.

Tassazione delle mance

La bozza del modello 730/2024 recepisce le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2023 in materia di tassazione delle mance.

Dal 1° luglio 2023, le mance corrisposte ai dipendenti del settore privato di strutture ricettive e di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande sono soggette a un'imposta sostitutiva dell'IRPEF con aliquota al 5%, con tetto massimo del 25% del reddito percepito nell'anno per il lavoro svolto.

In precedenza, le mance erano soggette a tassazione ordinaria, con aliquota progressiva.

Lavoro sportivo

La bozza del modello 730/2024 recepisce anche le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2023 in materia di lavoro sportivo.

In particolare, il documento prevede che i redditi conseguiti dai soggetti che svolgono attività sportiva dilettantistica non concorrono alla formazione del reddito complessivo.

La novità si applica ai redditi conseguiti a partire dal 1° gennaio 2023.

Bonus mobili ed elettrodomestici

La bozza del modello 730/2024 tiene conto della riduzione del limite di spesa per il bonus mobili ed elettrodomestici, che dal 1° gennaio 2024 è pari a 5.000 euro.

In precedenza, il limite di spesa era pari a 8.000 euro.

Regime forfettario

La bozza del modello 730/2024 recepisce le modifiche apportate alla disciplina del regime forfettario dalla Legge di Bilancio 2023.

In particolare, il documento prevede che il limite di ricavi per l'accesso al regime forfettario è pari a 85.000 euro per il 2023.

In precedenza, il limite era pari a 65.000 euro.

Flat tax incrementale

La bozza del modello 730/2024 recepisce anche l'introduzione della flat tax incrementale, una misura che ha permesso, per il 2023, la possibilità di applicare un'imposta sostitutiva dell'IRPEF con un'aliquota del 15% su una base imponibile, comunque non superiore a 40.000 euro, pari alla differenza tra il reddito d'impresa e di lavoro autonomo determinato nel 2023 e il reddito d'impresa e di lavoro autonomo, d'importo più elevato, dichiarato negli anni dal 2020 al 2022, decurtata di un importo pari al 5% di quest'ultimo ammontare.

Conclusioni

La bozza del modello 730/2024 recepisce le novità fiscali relative all'anno d'imposta 2023.

I contribuenti che devono presentare la dichiarazione dei redditi dovranno prestare attenzione alle nuove regole previste dal documento, in particolare alla tassazione agevolata delle mance, alla ridefinizione dell'ambito fiscale del lavoro sportivo, alla riduzione del limite di spesa per il bonus mobili ed elettrodomestici, alle modifiche al regime forfettario e all'introduzione della flat tax incrementale.

05/02/2024

Aumenti retributivi colf e badanti 2024: contenuti ma necessari

A partire dal 1° gennaio 2024, gli aumenti retributivi per colf e badanti saranno contenuti. L'8 gennaio è stato siglato, dalla Commissione nazionale per l'aggiornamento retributivo, l'accordo sui nuovi minimi retributivi relativi al lavoro domestico derivanti dalla variazione del costo della vita. Nel complesso, i valori minimi retributivi crescono rispetto al 2023 dello 0,56%, che corrisponde all'80'% dell'indice Istat (0,70%).

Ecco alcuni esempi di aumenti:

  • Collaboratore domestico, inquadrato nel livello B, con mansioni di colf ad ore: aumento di 0,04 euro l'ora, da 6,58 a 6,62 euro l'ora.
  • Badante convivente per persona non autosufficiente, inquadrata nel livello Cs: aumento di 6,28 euro al mese, da 1.120,76 a 1.127,04 euro al mese.

Motivazioni degli aumenti

Gli aumenti retributivi per colf e badanti sono stati definiti sulla base della variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo per i servizi relativi alla cura della persona. L'indice Istat, nel 2023, è cresciuto del 0,70%. La Commissione nazionale per l'aggiornamento retributivo ha deciso di riconoscere ai lavoratori domestici l'80% di tale variazione, pari a 0,56%.

La decisione della Commissione è stata criticata da alcune associazioni di datori di lavoro, che hanno ritenuto gli aumenti insufficienti a compensare l'aumento del costo della vita. Tuttavia, la Commissione ha sostenuto che gli aumenti sono necessari per garantire ai lavoratori domestici un reddito dignitoso, ma che è anche necessario evitare di aggravare la situazione economica delle famiglie che assumono colf e badanti.

Effetti degli aumenti

Gli aumenti retributivi per colf e badanti avranno un impatto significativo sulle famiglie che assumono questi lavoratori. In particolare, le famiglie che già pagano i minimi retributivi dovranno sostenere un aumento delle spese.

Secondo una stima di Federcolf, l'aumento retributivo medio per una colf a ore, inquadrata nel livello B, sarà di circa 50 euro all'anno. Per una badante convivente per persona non autosufficiente, inquadrata nel livello Cs, l'aumento retributivo sarà di circa 750 euro all'anno.

Contrasto all'evasione contributiva

La manovra di bilancio 2024 prevede anche novità per il contrasto all'evasione contributiva nel settore del lavoro domestico. In particolare, l'Inps e l'Agenzia delle Entrate realizzeranno la piena interoperabilità delle rispettive banche dati, anche utilizzando nuove tecnologie. Ciò consentirà di verificare in modo più efficace la regolarità dei rapporti di lavoro domestico.

Inoltre, l'Inps e l'Agenzia delle Entrate svolgeranno analisi e controlli su dati retributivi e contributivi, con interventi finalizzati alla corretta ricostruzione delle posizioni reddituali e contributive.

Conclusioni

Gli aumenti retributivi per colf e badanti 2024 sono contenuti, ma necessari per garantire ai lavoratori domestici un reddito dignitoso. Tuttavia, gli aumenti avranno un impatto significativo sulle famiglie che assumono questi lavoratori.

La novità della piena interoperabilità delle banche dati dell'Inps e dell'Agenzia delle Entrate rappresenta un passo importante per il contrasto all'evasione contributiva nel settore del lavoro domestico.

05/02/2024
Trattamento integrativo speciale per i lavoratori del turismo

Il trattamento integrativo speciale è una misura introdotta dalla legge di bilancio 2023 per incentivare l'occupazione nel settore del turismo. La misura è stata prorogata per il primo semestre del 2024 dalla legge di bilancio 2024.

Il trattamento spetta ai lavoratori dipendenti del settore privato del comparto turistico, ricettivo e termale, che nel periodo d'imposta 2022 siano stati titolari di reddito di lavoro dipendente di importo non superiore a 40.000 euro.

Il trattamento è pari al 15% delle retribuzioni lorde corrisposte in riferimento alle prestazioni di: 

  • Lavoro notturno per ore di lavoro svolte tra le ore 22 e le ore 6.
  • Lavoro straordinario nei giorni festivi per ore di lavoro svolte oltre l'orario normale di lavoro.

Il trattamento integrativo non concorre alla formazione del reddito.

Per le imprese, il trattamento integrativo può essere un modo per ridurre il costo del lavoro, soprattutto per le imprese che operano nel settore turistico, che è un settore caratterizzato da una forte stagionalità.

24/01/2024
esonero contributivo anno 2024

L'esonero contributivo per i lavoratori dipendenti

La legge di bilancio 2024 ha introdotto un esonero dei contributi previdenziali per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti, a carico dei lavoratori dipendenti. L'esonero è riconosciuto per i periodi di paga dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024.

L'esonero è riconosciuto nella misura di:

  • 6 punti percentuali, se la retribuzione imponibile, calcolata su base mensile per 13 mensilità, non supera i 2.692 euro al mese;
  • 7 punti percentuali, se la retribuzione imponibile, calcolata su base mensile per 13 mensilità, non supera i 1.923 euro al mese.

Per accedere all'esonero, i lavoratori dipendenti devono possedere i seguenti requisiti:

  • Essere iscritti alla Gestione Separata INPS;
  • Essere titolari di un contratto di lavoro subordinato, a tempo indeterminato o determinato;
  • Avere una retribuzione imponibile, calcolata su base mensile per 13 mensilità, non superiore ai limiti previsti.

L'esonero è compatibile con altri aiuti di Stato, purché le agevolazioni complessivamente concedibili non superino il limite del 50% della retribuzione imponibile.

L'esonero è applicato dal datore di lavoro in sede di denuncia contributiva, utilizzando il flusso UNIEMENS.

Esempi di calcolo

L'esonero contributivo rappresenta un intervento di sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti, in particolare di quelli con retribuzioni medio-basse.

Per un lavoratore dipendente con una retribuzione imponibile mensile di 2.000 euro, che non ha figli, l'esonero contributivo comporta un risparmio di 120 euro mensili.

Per un lavoratore dipendente con una retribuzione imponibile mensile di 1.500 euro, che ha due figli, l'esonero contributivo comporta un risparmio di 105 euro mensili.

Ad esempio, una famiglia con due figli e un reddito lordo annuo di 30.000 euro, può beneficiare di un aumento della retribuzione netta in busta paga di circa 1.200 euro nel corso dell'anno.

L'esonero contributivo per i lavoratori dipendenti è un intervento importante che può contribuire a sostenere il reddito delle famiglie e l'economia del Paese.

(fonte INPS)

24/01/2024

Il Fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa

Il Fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa è un fondo istituito dal Ministero dell'Economia e delle Finanze per favorire l'accesso al credito per l'acquisto della prima casa a favore di soggetti che presentano particolari condizioni di difficoltà.

Il Fondo offre una garanzia al mutuatario per una percentuale dell'importo del mutuo, che può arrivare fino all'80%. Ciò significa che la banca che concede il mutuo si assume solo il rischio residuo, pari al 20% o meno dell'importo del mutuo.

Le novità della Legge di bilancio 2024

La Legge di bilancio 2024 ha introdotto una serie di novità per il Fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa.

In particolare, sono state prorogate fino al 31 dicembre 2024 le seguenti misure:

  • La possibilità di usufruire della garanzia massima dell'80% per le categorie prioritarie, che sono:
    • Giovani coppie
    • Nuclei familiari monogenitoriali con figli minori
    • Conduttori di alloggi IACP
    • Giovani di età inferiore ai 36 anni
  • L'incremento del Fondo di garanzia di ulteriori 282 milioni di euro per l'anno 2024

Inoltre, sono state introdotte le seguenti novità:

  • Le famiglie numerose con almeno tre figli di età inferiore a 21 anni e un ISEE non superiore a 40.000 euro, 45.000 euro o 50.000 euro, a seconda del numero di figli, sono incluse tra le categorie prioritarie.
  • La misura massima della garanzia concedibile a valere sul Fondo per le famiglie numerose è pari al 90%, 85% o 80%, a seconda del numero di figli.
  • Il coefficiente di rischio applicato alle famiglie numerose è pari a 0,7%, 0,8% o 1%, a seconda del numero di figli.

Implicazioni delle novità

Le novità introdotte dalla Legge di bilancio 2024 dovrebbero avere le seguenti implicazioni:

  • Aumento del numero di famiglie che potranno beneficiare della garanzia del Fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa.
  • Riduzione dei costi del mutuo per le famiglie che beneficiano della garanzia del Fondo di garanzia.
  • Favorire l’acquisto alla casa di proprietà per le famiglie numerose.

Note tecniche

  • La garanzia del Fondo di garanzia è rilasciata su richiesta del mutuatario, che deve presentare la domanda alla banca che concede il mutuo.
  • La domanda di garanzia deve essere corredata dalla documentazione necessaria a dimostrare il possesso dei requisiti previsti dalla normativa.
  • L'importo della garanzia è calcolato sulla base dell'importo del mutuo, dell'ISEE del mutuatario e delle condizioni del mercato immobiliare.
  • Il Fondo di garanzia ha un ruolo importante nel sostenere l'accesso al credito per l'acquisto della prima casa.

 

17/01/2024

1. PENSIONE DI VECCHIAIA

Si va in pensione con  67 anni di età più 20 anni di contributi.

Se si è un lavoratore privato invalido dell’80% e superiore.

Bastano 56 anni per le donne e 61 anni per gli uomini.

 

2. PENSIONE ANTICIPATA

Si può andare in pensione se:

• Si è uomo dopo aver maturato 42 anni 10 mesi e 3 di finestra;

• Si è donna dopo aver maturato 41 anni 10 mesi e 3 di finestra.

 

3. QUOTA 103

Accesso a pensione se entro il 31.12.2024 si maturano 41 anni di contributi e 62 anni di età, finestra mobile 7 o 9 mesi per i dipendenti pubblici.

 

4. APE SOCIALE

Si va in pensione con 63 anni di età + 5 mesi e 30 di contributi e se si è disoccupato o invalido almeno al 74% oppure se si dà assistenza  da almeno 6 mesi a  un familiare disabile grave.

 

5. ANTICIPO PRECOCI

Se si è lavorato almeno 1 anno prima dei 19 anni e se si rientra nelle 4 categorie tutelate,

si può andare in pensione con 41 anni di contributi e 3 mesi di finestra mobile dal raggiungimento  contributivo.

 

6. OPZIONE DONNA

Le lavoratrice in condizioni di svantaggio:

licenziate, disoccupate, cargiver o invalide al 74%

• dopo 12 mesi dalla maturazione del requisito  35 anni  di contributi entro il 2023.

• Autonoma dopo 18 mesi dalla maturazione del requisito.

 

7. PENSIONE DI VECCHIAIA PER LAVORI GRAVOSI

Se è stato svolto per almeno sette anni o per metà della vita contributiva un lavoro gravoso.

Puoi andare in pensione con 66 anni e 7 mesi più 30 anni di contributi.

 

8. PENSIONE LAVORI PARTICOLARMENTE PESANTI E USURANTI

Se ha svolto lavori usuranti si può andare in pensione nei seguenti casi:

- Dipendente e maturi quota 97.6 ottenuta con almeno 61 e 7 mesi più 35 anni di contribuzione.

- Autonomo e maturi quota 98.6 ottenuta Con 62 anni e 7 mesi più 35 anni di contributi

 

9. PENSIONE DI VECCHIAIA CONTRIBUTIVA

Appena raggiunti 64 anni di età e 20 anni di contributi, solo se il lavoratore ha iniziato a versare dal 1996

la pensione è pari a 3 volte l’assegno sociale.

 

Articolo di Samanta Donati

15/01/2024

La legge di bilancio 2024 introduce una serie di novità fiscali, che riguardano principalmente i contribuenti privati e le imprese, come:

 Facilità per l'acquisto della prima casa

  • Per le famiglie numerose, con almeno tre figli di età inferiore a 21 anni, è prevista una maggiore garanzia del Fondo di garanzia per la prima casa, fino all'80% della quota capitale, nel caso di limite di finanziabilità superiore all'80% del valore dell'immobile.
  • Per i lavoratori dipendenti con figli, è previsto un limite di spesa per i beni ceduti o prestati dal datore di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche, delle spese per l'affitto della prima casa e per gli interessi sul mutuo relativo alla prima casa, innalzato rispettivamente a 2.000 e 1.000 euro

Esonero contributivo per i lavoratori dipendenti

  • Per i periodi di paga dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024, per i lavoratori dipendenti, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, è previsto un esonero contributivo sulla quota dei contributi previdenziali per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti a carico del lavoratore, pari a 6 punti percentuali, con un incremento, per i lavoratori con retribuzione imponibile mensile non superiore a 1.923 euro, di un ulteriore punto percentuale.

Benefici per il settore turistico

  • Per il periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2024, ai lavoratori degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande ed ai lavoratori del comparto del turismo, ivi inclusi gli stabilimenti termali, è riconosciuto un trattamento integrativo speciale, che non concorre alla formazione del reddito, pari al 15% delle retribuzioni lorde corrisposte in relazione al lavoro notturno ed alle prestazioni di lavoro straordinario, effettuate nei giorni festivi.
  • Per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024, è previsto un'aliquota Iva ridotta al 10% per i prodotti assorbenti ed i tamponi per la protezione dell'igiene femminile, il latte, in polvere o liquido, nonché per alcuni prodotti per l'alimentazione di lattanti e primi infanti.

Altre misure fiscali

  • È prevista la proroga dell'imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego (plastic tax) e dell'imposta sul consumo delle bevande analcoliche edulcorate (sugar tax) al 1° luglio 2024.
  • È previsto un aumento delle accise sui tabacchi, con un incremento dell'importo specifico fisso per unità di prodotto, che passa da 28,20 a 29,30 euro per 1.000 sigarette.
  • È prevista la riduzione della deduzione della quota dell'1% dell'ammontare dei componenti negativi, prevista, ai fini Ires ed Irap, per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2024.
  • È prevista la rideterminazione del valore di acquisto delle partecipazioni e dei terreni edificabili e con destinazione agricola, con aliquote agevolate del 16%.
  • È previsto un credito d'imposta per le imprese di esercizio cinematografico, con aliquote non inferiori al 20% e non superiori al 40%.
  • È prevista la revisione delle regole per l'accesso al credito d'imposta per le opere cinematografiche e audiovisive.
  • È prevista la coniazione di nuove monete per collezionisti, aventi corso legale solo in Italia.
  • È prevista la modifica delle regole per la tassazione delle plusvalenze da partecipazioni qualificate.
  • È prevista la piena interoperabilità delle banche dati dell'Agenzia delle entrate e dell'Inps, per contrastare l'evasione fiscale e contributiva nel settore del lavoro domestico.
  • È prevista un'aliquota maggiorata della cedolare secca per gli affitti brevi, che passa dal 21 al 26%.

Ritenute

La legge aumenta la ritenuta d'acconto sui bonifici diretti a soggetti che operano in regime forfettario, passando dall'8% all'11%. Inoltre, estende la ritenuta d'acconto sulle provvigioni anche agli agenti di assicurazione.

Imposte

Aumenta l'imposta sul valore degli immobili situati all'estero, passando dallo 0,76% all'1,06%. Inoltre, introduce un'imposta sul valore dei prodotti finanziari detenuti all'estero da soggetti residenti in Italia, pari al 4 per mille annuo.

Modifiche al Tuir

La legge specifica che le disposizioni relative alle cessioni a titolo oneroso valgono anche per gli atti a titolo oneroso che importano costituzione o trasferimento di diritti reali di godimento e per i conferimenti in società. Inoltre, estende il riferimento ai redditi derivanti dalla concessione in usufrutto anche a quelli derivanti dalla costituzione degli altri diritti reali di godimento. Infine, stabilisce che, in mancanza della documentazione del costo di acquisto, le plusvalenze derivanti dalla cessione di metalli preziosi sono determinate in misura pari al corrispettivo della cessione, e non più in misura pari al 25% della stessa.

Immatricolazione veicoli

La legge prevede che, ai fini dell'immatricolazione o della successiva voltura di autoveicoli, motoveicoli e loro rimorchi provenienti da Stati esteri, la relativa richiesta sia corredata di copia del modello F24 per il versamento dell'Iva assolta in occasione della prima cessione interna.

Compensazioni

La legge prevede che le compensazioni di crediti d'imposta, contributi e imposte devono essere effettuate esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate. Inoltre, esclude dalla facoltà di compensazione i soggetti che abbiano iscrizioni a ruolo per imposte erariali e relativi accessori per importi superiori a 100mila euro.

Esclusione dalla banca dati dei soggetti che effettuano operazioni Intra

La legge estende l'esclusione dalla banca dati dei soggetti che effettuano operazioni intracomunitarie anche ai casi in cui il contribuente abbia comunicato la cessazione dell'attività nei 12 mesi precedenti.

Potenziamento del recupero coattivo

La legge prevede che l'agente della riscossione possa avvalersi di modalità telematiche di cooperazione applicativa e degli strumenti informatici per acquisire tutte le informazioni necessarie al fine di potenziare l'azione di recupero coattivo.

 Per le famiglie

  • Un incremento del bonus asili nido a 2.100 euro annue per i nuclei familiari con un valore Isee fino a 40.000 euro, nei quali sia già presente almeno un figlio di età inferiore ai 10 anni.
  • Un esonero del 100% della quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore, fino al mese di compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo, per le lavoratrici madri di tre o più figli con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
  • Un esonero del 100% della quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore, fino al mese del compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo, per le lavoratrici madri di due figli con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
  • L’esclusione, fino al valore complessivo di 50.000 euro, dei titoli di Stato la cui emissione è consentita per legge al Tesoro nonché i prodotti finanziari di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato, dalla determinazione dell’Isee.

Per le imprese

  • Un credito d’imposta a favore della Zes (Zona Economica Speciale) unica del Mezzogiorno, pari a 1.800 milioni di euro per l'anno 2024.
  • Una proroga del bonus carta a favore delle case editrici di quotidiani e periodici anche per gli anni 2024 e 2025 nella misura del 30% delle spese sostenute, rispettivamente negli anni 2023 e 2024, entro il limite di 60 milioni di euro per ciascun anno.

Per il territorio

  • Un contributo per la ricostruzione dei territori colpiti dalle alluvioni iniziate a maggio 2023, fino ad un massimo di 20mila euro per i soggetti privati non esercenti attività sociali, economiche e produttive, e fino ad un massimo di 40mila euro per i soggetti esercenti attività sociali, economiche e produttive.
  • La possibilità di erogare, per importi superiori, finanziamenti agevolati sulla base di stati di avanzamento relativi alla esecuzione dei lavori, alle prestazioni di servizi e alle acquisizioni di beni necessari alla esecuzione degli interventi ammessi a contributo.
  • La concessione di un credito di imposta in caso di accesso ai finanziamenti agevolati, fruibile esclusivamente in compensazione, in misura pari, per ciascuna scadenza di rimborso, all'importo ottenuto sommando alla sorte capitale gli interessi dovuti, nonché le spese strettamente necessarie alla gestione dei medesimi finanziamenti.

 

11/01/2024
novità assegni familiari 2024

Assegno Unico Figli 2024: come non perdere l’importo corretto

L’Assegno Unico Figli è un sostegno economico introdotto dal Governo italiano per aiutare le famiglie con figli a far fronte alle spese di mantenimento e di cura. Il contributo è erogato dall’INPS e viene calcolato in base alla situazione economica del nucleo familiare, come indicato dall’ISEE.

Per non perdere l’importo corretto dell’Assegno Unico per il 2024, è importante ricordare alcune scadenze e regole.

Scadenze per il rinnovo ISEE

L’ISEE è il documento che certifica la situazione economica del nucleo familiare e viene utilizzato per calcolare l’importo dell’Assegno Unico. Il rinnovo dell’ISEE è necessario per ricevere il contributo con importo adeguato alla situazione economica aggiornata.

La scadenza per il rinnovo dell’ISEE 2024 è fissata al 29 febbraio 2024. Chi non presenta l’ISEE aggiornato entro questa data, ma procede entro il 30 giugno 2024, può ancora ricevere il pagamento dei mesi precedenti in base ad un conguaglio specifico. Se si presenta dal mese di luglio 2024 invece, tale conguaglio non viene effettuato e il ricalcolo ha effetto solamente da luglio.

Importi Assegno Unico 2024

L’importo dell’Assegno Unico 2024 viene calcolato in base alla situazione economica del nucleo familiare, come indicato dall’ISEE.

Gli importi massimi e minimi dell’Assegno Unico 2024 sono i seguenti:

  • Massimo: 189,20 euro al mese per ciascun figlio minorenne, 175,20 euro al mese per ciascun figlio maggiorenne a carico;
  • Minimo: 54,48 euro al mese per ciascun figlio minorenne, 48,02 euro al mese per ciascun figlio maggiorenne a carico.

A questi importi si possono aggiungere delle maggiorazioni, in base a specifiche condizioni, come ad esempio:

  • Nascita di un figlio;
  • Assegno di maternità;
  • Disabilità del figlio;
  • Figli orfani di uno o di entrambi i genitori.

Rinnovo Assegno Unico 2024: bisogna fare domanda?

No, non è necessario presentare una nuova domanda di Assegno Unico per il 2024, se questo è già stato percepito nel 2023.

Rimane consigliato tuttavia presentare la propria DSU, ovvero tutti i dati necessari a ricalcolare l’ISEE corretto per ricevere gli importi nel 2024 correlati alla propria situazione reddituale.

Se invece l’Assegno Unico non è mai stato percepito, ad esempio in caso di nascita di un figlio, è necessario presentare una apposita domanda all’INPS.

Comunicazioni all’INPS

In altre circostanze invece le famiglie sono obbligate a comunicare delle variazioni all’INPS:

  • In caso di nascita di un nuovo figlio: è necessario presentare l’ISEE e comunicare all’INPS la nuova nascita, per ricevere l’importo corrispondente previsto dalla misura;
  • Variazioni di età: nel caso in cui un figlio diventi maggiorenne, l’Assegno Unico può essere percepito solamente se sussistono determinate condizioni, ovvero se è impegnato in un percorso di studi o ha un reddito insufficiente al proprio sostentamento (inferiore a 8.000 euro annui se svolge un tirocinio, oppure se è disoccupato). In questi casi bisogna comunicare all’INPS il rispetto dei requisiti per continuare a ricevere il sostegno;
  • In caso di cambiamenti della composizione del nucleo familiare;
  • Cambiamenti sullo stato di disabilità di un figlio;
  • Separazione o divorzio;
  • Cambiamenti che riguardano le modalità di accredito dell’assegno.

In tutti questi casi bisogna comunicare le variazioni all’INPS, per non rischiare di perdere l’assegno o per non riceverlo indebitamente. Con variazioni considerevoli è quindi necessario presentare una nuova domanda di accesso al sostegno per riceverlo correttamente anche nel 2024.

27/12/2023

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