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Devo dare le dimissioni: cosa devo fare?

03/02/2025

Modifiche alle normative per le visite mediche preventive e la sorveglianza sanitaria.

Le normative riguardanti le visite mediche preventive e la sorveglianza sanitaria dei lavoratori sono state modificate. Le nuove disposizioni, introdotte dal Collegato Lavoro (Legge n. 203/2024), sono entrate in vigore il 12 gennaio 2025.

Congedo di paternità obbligatorio

Il congedo di paternità obbligatorio è un diritto riconosciuto ai padri lavoratori dipendenti, che permette loro di godere di un periodo di astensione dal lavoro per stare con il proprio bambino subito dopo la nascita. Si tratta di un congedo che il datore di lavoro è obbligato a concedere e che non può essere rifiutato. Questo congedo è importante non solo per il benessere della famiglia, ma anche per garantire che il padre possa sostenere la madre durante le prime settimane di vita del bambino. Ecco come funziona in dettaglio:

27/01/2025

Novità dal collegato lavoro 2025: contratti a termine e somministrazione.

Il 2025 ha portato numerose modifiche alla disciplina dei contratti a tempo determinato e alla somministrazione di lavoro. Queste modifiche, introdotte mediante la Legge n. 203/2024, mirano a rendere il mercato del lavoro più flessibile e moderno.

25/01/2025

Con la manovra 2025 arrivano importanti novità sul fronte delle agevolazioni lavorative. Dal bonus per le mamme lavoratrici ai premi di produttività, passando per gli interventi su cuneo fiscale, Irpef e fringe benefit, le nuove misure introdotte avranno un impatto diretto sulla busta paga dei lavoratori dipendenti a partire da gennaio. Ecco un riepilogo delle principali modifiche previste.

10/01/2025

Dal 1° gennaio 2025, entrano in vigore importanti novità in materia di lavoro e sicurezza. Queste nuove misure mirano a migliorare la prevenzione degli incidenti, a fornire maggiore chiarezza sulle normative e a garantire un ambiente lavorativo più sicuro e sano per tutti i lavoratori.

Vediamo nel dettaglio le principali novità.

05/01/2025

1. PENSIONE DI VECCHIAIA

Si va in pensione con  67 anni di età più 20 anni di contributi.

Se si è un lavoratore privato invalido dell’80% e superiore.

Bastano 56 anni per le donne e 61 anni per gli uomini.

 

2. PENSIONE ANTICIPATA

Si può andare in pensione se:

• Si è uomo dopo aver maturato 42 anni 10 mesi e 3 di finestra;

• Si è donna dopo aver maturato 41 anni 10 mesi e 3 di finestra.

 

3. QUOTA 103

Accesso a pensione se entro il 31.12.2024 si maturano 41 anni di contributi e 62 anni di età, finestra mobile 7 o 9 mesi per i dipendenti pubblici.

 

4. APE SOCIALE

Si va in pensione con 63 anni di età + 5 mesi e 30 di contributi e se si è disoccupato o invalido almeno al 74% oppure se si dà assistenza  da almeno 6 mesi a  un familiare disabile grave.

 

5. ANTICIPO PRECOCI

Se si è lavorato almeno 1 anno prima dei 19 anni e se si rientra nelle 4 categorie tutelate,

si può andare in pensione con 41 anni di contributi e 3 mesi di finestra mobile dal raggiungimento  contributivo.

 

6. OPZIONE DONNA

Le lavoratrice in condizioni di svantaggio:

licenziate, disoccupate, cargiver o invalide al 74%

• dopo 12 mesi dalla maturazione del requisito  35 anni  di contributi entro il 2023.

• Autonoma dopo 18 mesi dalla maturazione del requisito.

 

7. PENSIONE DI VECCHIAIA PER LAVORI GRAVOSI

Se è stato svolto per almeno sette anni o per metà della vita contributiva un lavoro gravoso.

Puoi andare in pensione con 66 anni e 7 mesi più 30 anni di contributi.

 

8. PENSIONE LAVORI PARTICOLARMENTE PESANTI E USURANTI

Se ha svolto lavori usuranti si può andare in pensione nei seguenti casi:

- Dipendente e maturi quota 97.6 ottenuta con almeno 61 e 7 mesi più 35 anni di contribuzione.

- Autonomo e maturi quota 98.6 ottenuta Con 62 anni e 7 mesi più 35 anni di contributi

 

9. PENSIONE DI VECCHIAIA CONTRIBUTIVA

Appena raggiunti 64 anni di età e 20 anni di contributi, solo se il lavoratore ha iniziato a versare dal 1996

la pensione è pari a 3 volte l’assegno sociale.

 

Articolo di Samanta Donati

15/01/2024

La pensione minima è una prestazione erogata dall'INPS ai pensionati che non raggiungono un determinato livello di reddito. L'importo della pensione minima è calcolato in base all'età del pensionato, al numero di anni di contributi versati e al reddito del pensionato e del suo coniuge.

Per il 2023, l'importo della pensione minima è di 563,74 euro al mese. Tuttavia, i pensionati di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono pensioni minime subiranno un ulteriore aumento di 6,4% nei loro pagamenti, per un importo totale del trattamento di 600 euro.

La pensione minima spetta a tutti i pensionati italiani, indipendentemente dalla loro nazionalità o dal loro stato civile. Tuttavia, i pensionati stranieri che non hanno i requisiti per richiedere la pensione minima italiana possono richiedere l'assegno sociale, una prestazione sociale erogata dall'INPS ai pensionati che non hanno sufficienti risorse4economiche.

Per richiedere la pensione minima, è necessario presentare una domanda all'INPS. La domanda può essere presentata online, tramite il sito dell'INPS, o presso un patronato.

Alla domanda è necessario allegare i seguenti documenti:

  • Documento d'identità valido
  • Codice fiscale
  • Certificato di pensione
  • Certificato di stato civile
  • Dichiarazione dei redditi del pensionato e del coniuge

L'INPS si occuperà di verificare la domanda e di erogare la pensione minima al pensionato, se in possesso dei requisiti.

Spero che questo riassunto sia stato utile.

 

03/08/2023

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