Le spese sanitarie sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi IRPEF, ma esistono alcune limitazioni e esclusioni che vanno considerate. In particolare, non è possibile usufruire della detrazione per le spese relative alla conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale ad uso "autologo" per future esigenze personali, per la circoncisione rituale non finalizzata alla soluzione di patologie cliniche e per il test del DNA per il riconoscimento della paternità.

Inoltre, non è possibile detrarre le spese relative alle prestazioni rese dagli osteopati o dai pedagogisti, in quanto non rientrano tra le professioni sanitarie riconosciute. Le prestazioni di osteopatia sono detraibili solo se rese da iscritti alle professioni sanitarie riconosciute.

Anche le prestazioni di massofisioterapia rese da soggetti con titoli conseguiti dopo il 17 marzo 1999, i trattamenti di haloterapia e l'acquisto e la realizzazione di una piscina, anche se utilizzata per scopi terapeutici come l'idrokinesiterapia, non sono detraibili.

Infine, la frequenza di corsi in palestra, anche se accompagnata da una prescrizione medica, non è detraibile.

Per usufruire della detrazione, è necessario soddisfare alcune condizioni, come la definizione del dispositivo medico, la marcatura CE, la corrispondenza tra il soggetto che detrae il costo e quello che lo indica nella dichiarazione e la prova dell'acquisto con lo scontrino parlante. Nel modello 730, il dispositivo medico può essere indicato al rigo E1, mentre nel modello Unico va indicato al rigo RP1.

È importante ricordare che la detrazione vale anche per i familiari a carico fiscalmente. Tuttavia, è sempre consigliabile verificare le specifiche condizioni e limitazioni previste dalla normativa fiscale.

Spese Sanitarie escluse dalla Detrazione Fiscale IRPEF Riassunto:

  • Conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale ad uso “autologo”, cioè per future esigenze personali (Risoluzione 12.06.2009 n. 155)
  • Circoncisione rituale non finalizzata alla soluzione di patologie cliniche e le spese per il test del DNA per il riconoscimento della paternità (parere Min. Salute 20 ottobre 2016)
  • Prestazioni rese dagli osteopati, in quanto l’osteopata non è annoverabile fra le professioni sanitarie riconosciute. Le prestazioni di osteopatia, riconducibili alle competenze sanitarie previste per le professioni sanitarie riconosciute, sono detraibili se rese da iscritti a dette professioni sanitarie (Circolare 21.05.2014 n. 11, risposta 2.1)
  • Prestazioni rese dai pedagogisti, in quanto quella del pedagogista non può essere considerata una professione sanitaria (Circolare 02.03.2016 n. 3, risposta 1.2)
  • Prestazioni di massofisioterapia rese da soggetti aventi titoli conseguiti dopo il 17 marzo 1999, anche in presenza di prescrizione medica
  • Trattamenti di haloterapia (o Grotte di sale) in attesa che il Ministero della Salute svolga specifici approfondimenti (Circolare 02.03.2016 n. 3, risposta 1.1)
  • Acquisto e realizzazione di una piscina, ancorché utilizzata per scopi terapeutici (idrokinesiterapia), considerato che l’agevolazione interessa il trattamento sanitario e non anche la realizzazione o l’acquisto delle strutture nelle quali il trattamento può essere svolto (Circolare 13.05.2011 n. 20, risposta 4.2)
  • Frequenza di corsi in palestra anche se accompagnate da una prescrizione medica (Circolare 01.06.2012 n. 19, risposta 2.3)

 

17/04/2023

IMU e TASI sono entrambe tasse locali in Italia che devono essere pagate dai proprietari di immobili. IMU è l'acronimo di Imposta Municipale Unica, mentre TASI sta per Tassa sui Servizi Indivisibili. IMU è stata introdotta nel 2012 come sostituto dell'ICI (Imposta Comunale sugli Immobili), mentre TASI è stata introdotta nel 2014 come una nuova tassa comunale.

IMU è calcolata in base al valore catastale dell'immobile e alla sua destinazione d'uso, che può essere ad esempio una casa o un terreno agricolo. L'aliquota IMU varia da comune a comune e può essere differente in base alla tipologia di immobile. Ad esempio, per le prime case l'aliquota IMU è solitamente più bassa rispetto ad altri tipi di immobili. Il calcolo dell'IMU può essere effettuato dal contribuente oppure dal comune tramite la pubblicazione di appositi avvisi.

TASI, invece, è calcolata in base al valore catastale dell'immobile e alla sua destinazione d'uso, ma ha un'aliquota fissa del 2,5%. La TASI viene utilizzata dai comuni per finanziare i servizi pubblici locali, come la manutenzione delle strade, la raccolta dei rifiuti e altri servizi pubblici.

Le scadenze per il pagamento dell'IMU e della TASI possono variare da comune a comune e devono essere seguite attentamente dal contribuente per evitare sanzioni. Solitamente, le scadenze principali sono a giugno per l'acconto e a dicembre per il saldo. Inoltre, il pagamento può essere effettuato tramite diversi metodi, come ad esempio il bonifico bancario o il pagamento online tramite il sito web del comune.

In caso di errori nel calcolo delle tasse o nel pagamento, è possibile presentare ricorsi e richiedere la revisione degli importi. È importante mantenere i documenti relativi al pagamento delle tasse locali per almeno cinque anni, in modo da poterli consultare in caso di necessità.

In sintesi, l'IMU e la TASI sono tasse locali che devono essere pagate dai proprietari di immobili in Italia. Il calcolo dell'IMU dipende dall'aliquota del comune e dalla destinazione d'uso dell'immobile, mentre la TASI ha un'aliquota fissa del 2,5%. Le scadenze per il pagamento variano da comune a comune e il pagamento può essere effettuato tramite diversi metodi. È importante seguire attentamente le scadenze e conservare i documenti relativi al pagamento per almeno cinque anni.

31/03/2023

Cos’è

Il Sostegno economico per le Famiglie denominato assegno unico e universale, viene riconosciuto per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni e senza limiti di età per i figli disabili.

L’importo varia in base alla condizione economica del nucleo familiare in base all’ISEE  valido al momento della domanda.

L’Assegno finalizzato alla semplificazione e al contestuale potenziamento degli interventi diretti a sostenere la genitorialità e la natalità, viene chiamato assegno UNICO; mentre viene chiamato assegno UNIVERSALE la misura minima a tutte le famiglie con figli a carico, anche in assenza di ISEE o con IOSEE superiore alla soglia di euro 40mila.

 

A chi è rivolto

L’assegno unico e universale spetta ai nuclei familiari che cadono nelle seguenti condizioni:

  • Per ogni figlio minorenne a carico e, per i nuovi nati, a decorrere dal settimo mese di gravidanza;
  • Per ogni figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni, ma che entrino nei seguenti casi:
  • frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di  laurea;
  • svolga tirocinio ovvero un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui;
  • sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
  • svolga il servizio civile universale;
  • per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età. (fonte INPS)

Come funziona

In base alla condizione economica del nucleo familiare e dei figli a carico si definisce l’importo dell’assegno unico e universale, verificata tenendo conto dell’ISEE in corso di validità.

In base alla fascia ISEE in cui rientra la famiglia si avranno delle maggiorazioni, anche riconosciute retroattivamente purché l’ISEE di riferimento sia attestato entro il 30 giugno dell’anno di riferimento.

Per chi supera il valore ISEE di 40mila o chi non ha fatto l’ISEE saranno corrisposti gli importi minimi dell’assegno previsti dalla normativa.

Quanto spetta

L’importo dell’Assegno unico e universale viene determinato in base all’ISEE eventualmente presentato del nucleo familiare del figlio beneficiario, tenuto conto dell’età dei figli a carico e di numerosi altri elementi.

In particolare, è prevista:

  • una quota variabile modulata in modo progressivo, da un massimo di 175 euro per ciascun figlio minore con ISEE fino a 15mila euro, a un minimo di 50 euro per ciascun figlio minore in assenza di ISEE o con ISEE pari o superiore a 40mila euro. Gli importi dovuti per ciascun figlio possono essere maggiorati nelle ipotesi di nuclei numerosi, per figli successivi al secondo, madri di età inferiore a 21 anni, nuclei con 4 o più figli, genitori entrambi titolari di reddito da lavoro, figli affetti da disabilità;
  • Questa maggiorazione sarebbe dovuta qualora l'importo dell'Assegno risultasse inferiore alla somma dei valori teorici dell'Assegno stesso e delle detrazioni fiscali medie, che sarebbero state percepite prima della riforma. In altre parole, la maggiorazione sarebbe un meccanismo di compensazione per gli eventuali tagli ai sussidi e alle detrazioni fiscali effettuati dalla riforma.

 

L'Assegno viene corrisposto al richiedente in modo equo tra i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, tramite accredito bancario o postale o mediante bonifico domiciliato. Se il richiedente non indica la modalità di pagamento dell'altro genitore, quest'ultimo può inserirlo accedendo alla domanda. In caso di affidamento esclusivo, il richiedente può chiedere la corresponsione del 100% dell'importo spettante. L'Assegno unico e universale spetta dal settimo mese di gravidanza per i nuovi nati a decorrere dal 1° marzo. Con l'entrata in vigore dell'Assegno, alcune misure di sostegno alla natalità vengono abrogate in quanto assorbite dall'Assegno. L'Assegno è compatibile con altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni, Province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali e con il Reddito di Cittadinanza. L'Assegno non si computa nei trattamenti assistenziali e non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF.

30/03/2023

Il modello RED 2023 , è un documento che i Pensionati ,Titolari di prestazioni collegate al reddito che possono incidere sulle prestazioni previdenziali, devono presentare all’INPS.

La scadenza è prevista per il 28 Febbraio 2023 e non sarà l’INPS a richiedere l’invio della dichiarazione, ma sarà a carico del contribuente ad interessarsi in maniera autonoma all’invio della dichiarazione.

Cosa è il modello RED ?

Il Modello RED è una dichiarazione per alcuni redditi percepiti. Precisamente si tratta di una Dichiarazione che i pensionati devono presentare all’INPS, soprattutto se percepiscono alcune tipologie di indennità, specialmente per quelle prestazioni collegate al reddito del nucleo familiare.

Pertanto questo reddito può variare nel tempo, tanto da poter far variare l’importo delle indennità spettanti, oppure anche l’impossibilità di riceverle. Il RED è una dichiarazione aggiuntiva a quella che può essere effettuata di anno in anno come il 730 o il modello Unico.

Ogni anno viene definita dall’INPS la data di scadenza, nel 2023 è fissata per il 28 Febbraio.

Chi la deve presentare?

Tutti i soggetti obbligati alla presentazione del modello RED sono i pensionati, che si trovano in determinate situazioni reddituali (come previsto dal messaggio n 1497 del 4 aprile 2022 dell’INPS) come:

  • I pensionati non hanno avuto altri redditi oltre a quello da pensione negli anni precedenti a quello di verifica e che la situazione reddituale è variata rispetto a quella dichiarata nell’anno precedente
  • I pensionati che hanno percepito interessi bancari, postali, dei BOT, dei CCT e di altri titoli di stato o di quote di investimento, chi a ritenuta d’acconto alla fonte a titolo d’imposta o sostitutiva dell’IRPEF. Precisamente tutti quei redditi aggiuntivi che non vengono comunicati sulla dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate.
  • I pensionati che sono esonerati dall’obbligo della dichiarazione dei redditi (esempio chi ha solo pensione e prima casa)
  • I titolari che hanno alcune tipologie di redditi rilevanti ai fini previdenziali, ma che si dichiarano in modo diverso dei 730 o unico PF all’agenzia delle Entrate, come i Redditi derivanti da collaborazione coordinata e continuativa o simili e lavoro autonomo, anche occasionale.

Se uno obbligato non invia il RED cosa accade?

In mancanza di comunicazione da parte del pensionato l’INPS provvederà a sospendere per 60 giorni le prestazioni erogate all’interessato, invece se non viene presentata entro i termini le prestazioni saranno sospese definitivamente.

Questo modello viene utilizzato dall’INPS per verificare, controllare e determinare le prestazioni assistenziali assegnate oltre al reddito da pensione che già percepisce.

Quali sono per prestazioni assistenziali?

Le prestazioni assistenziali posso essere molteplici, come per esempio:

  • Integrazione al trattamento minimo
  • Maggiorazione sociale
  • Assegno sociale
  • Assegno mensile e la pensione di inabilità degli invalidi civili
  • Indennità di accompagnamento

Chi riceve le prestazioni elencate sono obbligati ad inviare il modello RED, se non hanno provveduto alla trasmissione della dichiarazione dei redditi.

 

Per comunicazioni e informazioni contattare i nostri centri CAf / Patronato.

20/02/2023

In attesa dei necessari aggiornamenti informatici, dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 105/2022, ossia dal 13 agosto 2022, è comunque possibile fruire dei congedi di cui al presente messaggio come modificati dalla novella normativa, con richiesta al proprio datore di lavoro o al proprio committente, regolarizzando successivamente la fruizione mediante presentazione della domanda telematica all’INPS. Il rilascio delle implementazioni informatiche delle attuali procedure sarà tempestivamente reso noto con successiva comunicazione.

04/08/2022

La certificazione Unica è il modello con il quale i sostituti d’imposta certificano all’Agenzia delle Entrate i redditi da lavoro di ogni tipo (dipendente e assimilati, autonomo o provvigioni) o i redditi da pensione e i redditi diversi, oltre ai corrispettivi ottenuti dai contrati di locazione brevi per il periodo di imposta 2021. La scadenza per la consegna è unica per tutte le categorie di percettori di redditi ed è fissata al 16 marzo 2022. Tale scadenza è valida anche per le Cu Inail. L'Agenzia delle Entrate da questa prima scadenza fiscale avrà un mese e mezzo circa per preparare le dichiarazioni dei redditi precompilate, che dal 30 aprile saranno a disposizione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.

I contribuenti, all’interno del modello 730 precompilato, troveranno già riportati i dati contenuti nella Certificazione Unica, gli oneri deducibili, detraibili e i rimborsi comunicati da soggetti terzi, così come le informazioni ricavate dalle dichiarazioni dagli anni precedenti e i dati presenti in Anagrafe Tributaria.

Ricordiamo che per il 730/2022 le spese che danno diritto alle detrazioni sono quelle sostenute dal primo gennaio 2021 al 31 dicembre 2021.

Per quanto riguarda il Bonus Irpef, nel 2021 la quota spettante annua è pari a 1.200 euro, il bonus è interamente fruibile per contribuenti con redditi fino a 28.000 euro, mentre è a scalare per redditi tra i 28.000 e fino ai 40.000 euro, tetto sopra il quale non è più fruibile il bonus.

Ci sono alcune novità riguardo le soglie minime di alcune spese detraibili e l’introduzione di nuove voci, come ad esempio l’innalzamento del tetto delle spese veterinarie fino ad  un massimo di detraibile di 550 euro (l’animale domestico deve essere regolarmente detenuto) e l’inserimento della detrazione per l’iscrizione a scuole di musica e simili (conservatori) con i limiti di figli fino a 18 anni di età, tetto massimo di 1.000 euro e detrazione spettante solo a contribuenti con redditi al di sotto di 36.000 euro.

In ambito immobiliare è confermato il Super-bonus 110% insieme al Sisma-bonus o ancora all’Eco-bonus, ma rimane fruibile ancora anche il il Bonus facciate. Viene confermato il Bonus mobili ed elettrodomestici, con 16.000 euro di tetto massimo di spesa per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, solo per le fatture collegate ad altre opere di ristrutturazione edilizia.

I nostri centri Caf e i nostri professionisti sono già disponibili per iniziare la raccolta della documentazione e fornirvi ogni informazione utile.

 

Scritto da Gaia Giovannini 

28/03/2022

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